Net Rumors
Google sperimenta una nuova funzione Anteprima dei risultati
In questo periodo i laboratori di Google sfornano novità: dopo aver introdotto lo scorso 8 Settembre la funzionalità di Instant Search, stanno sperimentando una nuova funzionalità che offre le anteprime dei siti web direttamente all’interno del motore di ricerca.
Il nuovo sistema non è ufficialmente stato varato ma è in fase di beta testing e già si notano i primi fermenti nel mondo dei blog.
Patrick Altoft, un esperto di SEO (Search Engine Optimization) britannico, ha notato la nuova funzionalità e l’ha segnalata sul proprio blog pubblicando alcune schermate della nuova pagina dei risultati. Quando si fa scorrere il cursore del mouse su uno dei link forniti da Google in risposta a una ricerca, intorno al link compare una cornice azzurra, mentre sulla destra dello schermo appare un’anteprima della pagina web relativa al collegamento offerto dal motore di ricerca.
E’ da precisare che una funzione simile su Google esiste già e può essere selezionata dalla colonna sinistra della pagina dei risultati. Cliccando infatti sul link “Anteprime“, il motore di ricerca inserisce affianco dei link alcune piccole immagini delle pagine web comprese nei risultati di ricerca. Certo le anteprime sono molto piccole e non consentono di avere un quadro chiaro dei contenuti, mentre il nuovo sistema in fase di sperimentazione è invece a comparsa, occupando meno spazio nella pagine e offrendo delle anteprime di chiara comprensione visiva.
1Google TV e Apple TV a confronto
Abbiamo parlato dell’imminente debutto nel mercato USA della Google TV , ora cerchiamo di analizzare e mettere a confronto la piattaforma multimediale di Mountain View con quella di casa Apple.
La guerra alla casa di Steve Jobs parte sicuramente con grossi colpi di cannone :
Diverse applicazioni già presenti nel mercato
Partnership strategiche di tutto rispetto : Amazon, Twitter, Universal, Netflix, NBA, HBO
Costi : la Apple TV è acquistabile per 99$, prezzo veramente accessibile, mentre la Google TV , con Logitech Revue o in alternativa la Sony lancerà presto delle smart TV, dovrebbe avere un prezzo vicino a quello di un Ipod Touch da 32GB o qualcosina in più.
Analizzando le caratteristiche presentate, al momento la scatola magica di Google risulta in vantaggio rispetto alla Apple TV.
Ovviamente manca il supporto ad iTunes, ma era anche prevedibile restando appannaggio esclusivo di Apple, ma del resto gli accordi presi con Amazon VOD, Pandora, Napster, Blip.tv, Browser chrome, al momento fa ricadere l’ago della bilancia a favore di Google.
Google SSL Beta Test
E’ in fase di beta-testing la versione Google con protocollo di sicurezza SSL. Basta digitare http://www.google.com per essere reindirizzati nella pagina https://www.google.com
L’HTTPS (Hypertext Transfer Protocol over Secure Socket Layer) è il risultato dell’applicazione di un protocollo di crittografia asimmetrica al protocollo di trasferimento HTTP.
Qui trovate la pagina Wikipedia con maggiori dettagli
0Street View fa visita ai pinguini in Antartide!
Google Street View ha fatto il giro del mondo. Dove aver immortalato deserti e città , uomini d’affare e sportivi nei parchi ora è il turno dei pinguini!!
Ieri Google ha annunciato di aver aggiunto alcune nuove prospettive a Street View che mostrano panorami dell’Antartide , arrivando al traguardo di aver fotografato tutti e sette i continenti.
Ricordo che il servizio fu lanciato nel maggio del 2007 e consentiva di visualizzare le strade di cinque sole città statunitensi: New York, San Francisco, Las Vegas e Denver. In tre anni Street View è arrivato in numerosi paesi, cambiando sensibilmente il nostro modo di percepire il mondo non visitato.
Le immagini più curiose dell’ultimo aggiornamento contenente i paesaggi desolati dell’Antartide sono stati realizzati da Brian McClendon, vice presidente dell’area di sviluppo di Google Earth e Maps, a bordo di una nave, durante lo scorso gennaio.
L’area al momento mappata con Street View è l’isola Half Moon, famosa per ospitare una colonia molto popolosa di pinguini antartici ma anche di esemplari di uccelli migratori come la Sterna paradisaea e il Larus domenicanus o Gabbiano di kelp.
Grazie alla fauna particolarmente ricca, l’isola Half Moon è una meta turistica molto trafficata e ora grazie a Street View potrebbe diventare ancora più conosciuta. Le fotografie dei pinguini sull’isola sono navigabili come le comuni immagini di Street View e ma ovviamente mancano asfalto, semafori e automobili ( almeno li non sono ancora arrivati ) .
E’ da sottolineare come l’Antartide sia al momento l’unico continente in cui Google non sta avendo problemi legali per i propri servizi di mappe, anche perchè i pinguini fotografati dalle telecamere di Google non dovrebbero sporgere denunce di violazione della privacy!
0Intercettazioni Skype. La storia continua!
Tempo fa avevamo parlato dei progetti di intercettazione delle chiamate Skype , per contrastare il fenomeno della criminalità organizzata o quanto altro possa essere illegale.
Gli USA stanno preparando una proposta di legge per facilitare le intercettazioni on line e già è preoccupazione accesa per la violazione della privacy e per l’eccessiva regolamentazione che sta investendo il fenomeno Internet.
L’amministrazione Obama vuole dare un netto colpo di timone alla faccenda, obbligando di fatto i servizi online, tra i quali Facebook e i software peer-to-peer e le mail criptate, a consegnare al governo le intercettazione che possano essere utili alla lotta al crimine e al terrorismo.
Ottimo i motivi ma ovviamente viene spontaneo chiedersi quali siano i metri di misura per distinguere una innocua comunicazione da un summit virtuale della mala vita organizzata. Infatti la proposta ha sollevato immediatamente una nuova ondata di preoccupazione e dubbi su come l’amministrazione possa bilanciare la necessità di sicurezza nazionale con la privacy del singolo cittadino. Gli organi che stanno ragionando e formulando la legge ( FBI, Dipartimento di Giustizia, NSA) respingono al mittente le critiche sostenendo che si tratta di una proposta che mira solo alla sicurezza della nazione e quindi orientata solo verso soggetti verso i quali si nutrono delle serie preoccupazioni, e non di una intercettazione a tappeto su tutti i cittadini statunitensi. D’altra parte, da anni si discute delle possibilità di comunicare in modo completamente criptato che offre un software comune come Skype, ormai disponibile su tutti gli smartphone in commercio, e gli ufficiali delle forze dell’ordine lamentano da molto tempo i rischi connessi alle nuove possibilità comunicative offerte dalla tecnologia a criminali e terroristi.
James X. Dempsey, vicepresidente di un’organizzazione che si chiama Centro per la Democrazia e la Tecnologia, ha detto che la legge avrebbe «enormi implicazioni» e sfiderebbe «gli elementi fondanti della rivoluzione di internet», affermando che
«Stanno chiedendo l’autorità di ripensare i servizi che si avvantaggiano dell’architettura unica di internet. Vogliono portare indietro le lancette dell’orologio e far funzionare i servizi di internet allo stesso modo del telefono»
Naturalmente non si tratta di un problema confinato negli USA. Era notizia di un paio di mesi fa quella di una disputa tra il governo indiano e la società canadese che produce i BlackBerry per l’incapacità di entrambe le parti di decriptare le mail del servizio.
Scrive il New York Times
<<A volte le autorità riescono a intercettare comunicazioni quando queste passano da uno “scambio” creato ad hoc dalle società che amministrano quelle comunicazioni. Molte altre volte — come quando l’indagato usa un servizio che permette di inviare messaggi criptati tra computer e server — devono ordinare al fornitore del servizio di consegnare le versioni decifrate dei messaggi.>>
Secondo la legge del 1994 che regolamenta i rapporti tra i servizi di comunicazione e le forze dell’ordine, i telefoni e le reti a banda larga devono prevedere sistemi di intercettazione a uso delle autorità. Ma la legge non si applica a tutti i fornitori dei servizi: nonostante qualcuno di loro preveda già sistemi d’intercettazione, altri li sviluppano solo eventualmente ricevuta la richiesta del governo. L’intero processo solo nell’ultimo anno è costato 9,75 milioni di dollari alla sezione tecnologica dell’FBI e ne costerà altri 9 alla fine di quest’anno, nell’ambito del programma “Going Dark” creato per sostenere la sorveglianza dei sistemi elettronici.
La proposta di legge conterrà tre richieste principali:
- I servizi di comunicazione che permettono lo scambio di messaggi criptati dovranno possedere un sistema per decriptarli.
- I fornitori esteri che lavorano negli Stati Uniti dovranno installare dei sistemi locali che permettano le intercettazioni.
- Gli sviluppatori dei programmi che permettono comunicazioni peer-to-peer dovranno ripensare i loro servizi per permettere le intercettazioni.
E’ chiaro che la sicurezza nazionale deve essere posta al primo posto , ma non è chiaro come il governo americano potrà regolare la privacy dei cittadini, i servizi che hanno sede al di fuori dei confini USA e i programmi peer-to-peer .
Tra le “voci” autorevoli che criticano questo disegno di legge anche Michael Sussmann, un ex avvocato del Dipartimento di Giustizia che ora lavora come consigliere per servizi di comunicazione.
Egli dichiara
«sarà un cambiamento enorme per le nuove società» che porterà molte spese, perché «il carico che prima gravava sulle forze dell’ordine graverà sui fornitori dei servizi».
Attacchi arrivano anche dagli esperti informatici , preoccupati che il nuovo sistema possa creare della inevitabili falle di sistema che potranno essere sfruttate da malintenzionati hacker che si troverebbero ad utilizzare uno strumento potentissimo per invadere completamente la vita privata di ogni singolo cittadino.
E’ obbligo seguire la vicenda da vicino, perchè sicuramente questa proposta non resterà confinata in USA ma rapidamente condizionerà tutto il mondo.
Preoccupato e un pò incuriosito vi lascio alle vostre riflessioni.























