attacchi informatici
Pwn2Own Update :iPhone 4 cade sotto i colpi di Charles Miller

Mr. Charles Miller , qui a sinistra nella foto, è riuscito anche quest’anno a violare il firmare di iIphone 4.
Miller già conosciuto per il suo precedente passato in cui era riuscito a sfruttare una falla di iPhone 2G , creato uno script in grado di leggere i log in formato chat , la rubrica, l’elenco delle chiamate e le voicemail è riuscito anche quest’anno a far nuovamente parlare di se :
All’interno del contest Pwn2own è riuscito a violare un iPhone 4 usando una falla nella versione mobile di Safari per rubarne i contatti della rubrica.
L’attacco è stato condotto facendo visitare un sito web costruito ad-hoc che ha prodotto il crash dell’iPhone 4 utilizzato come cavia.
Al riavvio è stato possibile entrare in possesso della rubrica dei contatti. Nella sua intervista rilasciata a ZDNet, Miller dichiara che l’attacco è stato condotto utilizzando un iPhone 4 con firmware iOS 4.2.1 ma non sarebbe applicabile al nuovo iOS 4.3 grazie all’introduzione di ASLR ( Address space layout randomization ), una patch di sicurezza applicata da Apple .
Da quanto si apprende dall’intervista sembrerebbe che anche aggiornando il proprio dispositivo con il nuovo firmware iOS4.3, si sarebbe a rischio di vulnerabilità , anche se di più difficile realizzazione.
1Pwn2Own 2011: Cadono ancora Safari e IE. Resiste Chrome
Anche quest’anno l’unico sopravvissuto è stato il browser di casa Google, mentre Safari e IE8 hanno ceduto al primo attacco.
Il browser di Apple (versione 5.0.3) installato su un sistema operativo aggiornato Mac OS X 10.6.6. è stato il primo a cadare e a scardinarne le difese è stata l’azienda di sicurezza francese Vupen.
Le procedure dettagliate dell’attacco non possono essere rese note pubblicamente, come da regolamento, ma la tecnica utilizzata dagli esperti di Vupen è stata quella di far visitare al browser un sito maligno confezionato per l’occasione e, dopo solo cinque secondi, sono stati in grado di avviare l’applicazione della calcolatrice e scrivere un file sull’hard disk. Così facendo i ricercatori hanno soddisfatto i due requisiti della gara: l’avvio di codice arbitrario e l’aggiramento dei sistemi di protezione sandbox.
Chaouki Bekrar, cofondatore di Vupen, ha spiegato che l’exploit è stato difficile da realizzare per l’assenza di documentazione sulle tecniche di exploit di Safari a 64 bit. Per l’occasione Vupen ha messo al lavoro tre ricercatori per due settimane, in modo da realizzare gli strumenti adeguati e trovare un attacco efficace. Il team francese si è quindi portato a casa 15 mila dollari e un nuovo MacBook Air, su cui si è svolta la prova.
Il secondo browser a cadere è stato Internet Explorer 8, in versione a 32 bit su un sistema Windows 7 con Service Pack 1 a 64 bit. L’autore dell’attacco è stato Stephen Fewer, ricercatore di Harmony Security. Anche in questo caso l’efficacia dell’exploit è stata dimostrata avviando l’applicazione della calcolatrice e scrivendo un file sull’hard disk.
Per portare a termine l’attacco il ricercatore si è avvalso di tre vulnerabilità distinte: due per eseguire codice all’interno del browser e la terza per oltrepassare le difese della sandbox di Internet Explorer, in modalità protetta. L’attacco è stato confezionato in circa cinque/sei settimane. Fewer si è portato a casa 15 mila dollari e un portatile Sony Vaio.
Ora tocca a Microsoft e Apple risolvere le falle di sicurezza rilevate nella gara, prima che queste informazioni siano rese pubbliche, a vantaggio e/o discapito di chiunque.

Domani , ultimo giorno della competizione , toccherà a Firefox mettere alla prove le barriere contro gli attacchi dei ricercatori registrati alla competizione Pwn2Own.
Le regole della competizione tra browser prevedevano che il software installato sui sistemi fosse aggiornato alla settimana scorsa, quindi alcuni recenti aggiornamenti – come Safari 5.0.4 – non sono stati applicati.
Sarebbe stato utile vedere in gara anche Internet Explorer 9, ma per ora non è ancora in versione finale, dato che verrà presentato il 14 marzo.
Una nota curiosa è i ricercatori registrati per attaccare Chrome non si sono presentati (probabilmente un recente aggiornamento ha invalidato il loro attacco)
In seguito il focus passerà sugli smartphone e in gara ci saranno: iPhone, Blackberry OS, Android e Windows Phone 7.
0Le App Apple spiano gli utenti ?
Secondo quanto emerso da un’indagine condotta dal Wall Street Journal lo scorso dicembre, sarebbero molte le App che in background inoltrerebbero dati senza autorizzazione.
Sono state analizzate 101 applicazioni tra le più scaricate per iPhone, iPad e Android e ben 56 trasmettono l’ID del dispositivo a terze parti, 47 localizzano senza chiedere autorizzazione e 5 raccolgono e diffondono dati personali sensibili.
Secondo il Wall Street Journal le applicazioni analizzate non propongono all’utente nessuna policy relativa alla privacy e le destinazioni delle raccolta dei dati sarebbero società di comunicazione e agenzie pubblicitarie.
Ovviamente la reazione dei consumatori americani e in breve tempo è stata avviata una “class action” contro le applicazioni incriminate e i loro sviluppatori.
Oltre Apple sono accusati di aver violato la privacy degli utenti alcune tra le più note applicazioni
TextPlus
Pandora
Paper Toss
Grindr
The Weather Channel
Dictionary.com
Qui potete trovate l’articolo originale.
0BlackHole RAT : un malware per Mac OS X
E’ stato individuato da parte della società di sicurezza informatica Sophos, un malware concepito per infiltrarsi nel sistema operativo Mac OS X che permette il controllo parziale del Mac a distanza. L’antidoto per rimuovere la minaccia è già pronto ma il cracker promette che la versione definitiva sarà molto più insidiosa.
La release Beta del RAT (Remote Administration Tool) per Mac OS X che circola online al momento è ancora limitata, ma un utente malizioso potrebbe usarlo per riavviare e spegnere il computer da remoto, impartire comandi nella shell, far comparire un file di testo sulla scrivania o una finta finestra di log-in che richiede l’inserimento della password administrator.
Come tutti i trojan, anche BlackHole deve comunque trovare un modo per arrivare ad installarsi sul computer dell’utente. Antivirus o meno, sarà quindi buona consuetudine evitare l’apertura di allegati sospetti,
A quanto pare, BlackHole RAT è stato creato partendo dal codice del “collaudato” darkComet, cavallo di Troia digitale nato sui computer con sistema operativo Windows.
Secondo i ricercatori Sophos, neanche il prossimo Mac OS X Lion potrà considerasi al riparo dalla minaccia.
0Ghostmarket.net. Il forum delle truffe on line.
Si chiama Ghostmarket.net il sito creato da quattro teenager inglesi, ora condannati a fino a cinque anni di carcere, considerato uno dei forum più operativi in tutto il mondo nelle truffe alle carte di credito. I giudici lo hanno rinominato “Crimebook” ovvero una sorta di Facebook per criminali.
Si sono stimati danni per circa 16,2 milioni di sterline, quasi 20 milioni di euro. Si pensa che il sito, che contava circa 8mila membri sparsi in tutto il mondo, sia ricollegabile a centinaia di migliaia di sterline rubate da 65mila conti bancari.
Nicholas Webber, proprietario e fondatore del sito, era stato arrestato nell’ottobre del 2009 insieme all’amministratore Ryan Thomas, dopo aver cercato di pagare un conto di un hotel usando i dati di una delle carta di credito sottratta.
I due avevano rispettivamente 18 e 17 anni. Ora, il tribunale ha condannato Webber a cinque anni di carcere e Thomas a quattro anni di reclusione.
Dalle analisi dei dati dei notebook degli arrestati la polizia ha scoperto la presenza di oltre 100mila numeri di carte di credito.
Dopo il primo arresto, il giovane avrebbe minacciato su un forum gli agenti di polizia specializzati in cybercrime e avrebbe sfruttato le sue abilità di cracker per tracciare gli indirizzi dei poliziotti.
Il giudice ha affermato che i crimini di cui si è macchiato Ghostmarket sono stati realizzati su larga scala: “È stata un’avventura criminale che ha offerto consigli sofisticati su come manomettere un computer, causando malfunzionamenti e il prelievo di informazioni personali, il tutto condotto su larghissima scala“.
0
Pwn2Own 2011: al via l’evento di Sicurezza Informatica più atteso.
Mancano ormai pochi giorni all’edizione 2011 del Pwn2Own, la celebre sfida di hacking ospitata dalla convention sulla sicurezza CanSecWest che mette sotto torchio i principali browser web.
L’evento del Pwn2Own 2011 è fissato per il 9, 10 e 11 marzo a Vancouver
L’edizione del 2010 scorso anno il contest ha avuto un enorme successo, registrando la caduta di Safari Internet Explorer 8 e Firefox, caduti sotto i colpi degli exploit degli esperti di sicurezza iscritti al contest. Il vincitore incontrastato fu stato Chrome.
Il vincitore della scorsa edizione, Peter Vreugdenhil quest’anno farà addirittura parte della giuria.
Per l’edizione di quest’anno la commissione del Pwn2Own aveva inizialmente deciso di non includere nel contest Crome con la motivazione ufficiale che il core del broswer di casa Google si basa sullo stesso motore Webkit utilizzato dal browser Apple. Ma il colosso di Mountain View non ha accettato l’esclusione.
In casa Google sono consapevoli, come spiegato dal noto hacker Miller, dell’elevata difficoltà nel trovare falle nel loro prodotto e quindi hanno deciso di sfidare i partecipanti mettendo in palio la ricca somma di ventimila dollari ed un nuovo Cr-48 ( equipaggiato con Sistema Operativo Crome) per ogni esperto di sicurezza che riuscirà a trovare, nella prima giornata, una vulnerabilità nella blindatissima sandbox di Chrome utilizzando le vulnerabilità presenti direttamente nel codice scritto da Google, senza ricevere nessun aiuto.
Se verrà oltrepassato questo limite di tempo e i bug verranno scovati nei due successivi giorni, Google e tutta l’organizzazione del Pwn2Own doneranno, entrambi, 10 mila dollari fornendo anche dei piccoli suggerimenti e offrendo la possibilità di ricercare i bug in elementi esterni come le estensioni, i plugin ecc…
A fare compagnia a Google Chrome ci saranno ovviamente Mozilla Firefox, Internet Explorer ed Apple Safari. Gli ultimi due sono le prede preferite dagli hacker in quanto, come già accaduto negli anni precedenti, vengono violati in breve tempo (per Safari sono bastati addirittura un paio di secondi!).
Tutti i browser verranno eseguiti su Windows 7 e Mac OS X, entrambi a 64 bit. Non ci sono informazioni sulle versioni dei vari “navigatori web” interessati.
Per quanto riguarda gli smartphone, il discorso è analogo. Verranno messi alla prova vari protagonisti del settore, ovvero:
- Dell Venue Pro con Windows Phone 7, ultimo OS mobile di Microsoft;
- iPhone 4 con iOS4 e l’ultima versione del firmware installata;
- Blackberry Torch 9800 con Blackberry 6 OS, nuova versione del sistema operativo;
- Nexus S con Android, precisamente la versione 2.3 denominata Gingerbread.
Il ricercatore Ralf-Philip Weinmann, metterà in evidenza un nuovo hack che può colpire indistintamente sia gli smartphone Android che gli iPhone. Questo hack sfrutta la falla presente nel chip della baseband, prodotti sia da Infineon Technology che da Qualcomm.
Lo scopo di tutti gli hacker sarà quello di riuscire a portare gli attacchi compromettendone i dati. Vengono inclusi inoltre tipologie di hacking che possono causare costi al titolare del dispositivo (chiamate a lunga distanza, intercettazioni su conversazioni, e via discorrendo).
I risultati della manifestazione saranno riportati qui su EndlessLab.org non appena saranno resi noti. Restetate sintonizzati!
Nato: priorità per la cyberdifesa! Ancora
Davvero I sistemi di sicurezza Nato sono tra i bersagli preferiti degli hacker, arrivando a contare circa 100 attacchi al giorno
Il segretario della Nato Anderson Fogh Rasmussesn, durante un summit sul tema “Nuovo concetto strategico” ha affermato che la lotta e la difesa contro gli attacchi informatici è la priorità assoluta in questi tempi. La difesa dei territori e dei cittadini non passa solo dalle potenze armate e non si ferma ai confini di stato, e per questo la Nato deve essere in grado di contrastare ogni possibile minaccia.
Nel frattempo il consiglio Europeo assicura che la ”liberta”’ della rete e’ indispensabile per garantire il diritto degli utenti ad accedere alle informazioni. Per questo, i rappresentanti dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa si sono impegnati a difendere la neutralita’ della rete. Benvenuti nell’epoca del cyberpunk!
0Hacker catanese fermato per truffe telefoniche
Il Compartimento Polizia postale e delle Comunicazioni di Catania, su delega della procura distrettuale, ha denunciato in stato di liberta’ un catanese di 28 anni per truffa e uso di falsi documenti di riconoscimento. Su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Sturiale, gli uomini della Postale hanno effettuato perquisizioni e sequestrato numerosi telefoni cellulari e schede telefoniche utilizzate per la truffa. Il giovane, studente di ingegneria informatica, gia’ noto per analoghi raggiri, ha incassato oltre 350 mila euro sfruttando dei buchi nel sistema informatico di addebito di una societa’ di telefonia mobile. Per effettuare la truffa dapprima, alcune societa’ riconducibili all’indagato attivavano numerose utenze a valore aggiunto, quelle con prefisso 899, i cui servizi (in generale linee erotiche) consentivano di guadagnare gia’ 15 euro alla risposta. Successivamente, venivano attivate, utilizzando anche false identita’, numerose utenze cellulari prepagate da una societa’ di telefonia mobile che, per un iniziale difetto del sistema poi corretto, non riconoscevano l’immediato addebito al cliente dei costi per numeri a tariffazione aggiunta, consentendo comunque all’utente di effettuare i primi minuti di chiamata al servizio 899. In tal modo, l’indagato ha effettuato, tramite le schede sim in suo possesso, in meno di 24 ore, oltre 21 mila telefonate agli 899 intestate alle sue societa’ che a loro volta hanno permesso di fatturare e incassare la consistente somma dall’operatore di telefonia proprietario delle linee 899.
0Mobile malware : la nuova minaccia per gli smartphone
Nel solo mese di settembre sono state inviati oltre 1500 files dannosi contenenti malware, virus, trojan verso smartphone.
Sono questi i dati emersi dalla riunione degli esperti di sicurezza che si sono riuniti a Arlingthon , in Texas.
Queste minacce sono potenzialmente molto gravi perché gli smartphone vengono usati anche per acquistare servizi e contenuti su Internet. Ma c’é anche il pericolo di inviare sms a pagamento all’insaputa dei proprietari.
Tim Armstrong, analista del KasperskyLab, afferma che
“il 2010 potrebbe essere l’anno del mobile malware. Assisteremo presto a infezioni seriali”
Parole che rimbombano pesanti, sopratutto se si pensa che al momento la piattaforma Symbian di Nokia è il maggiore obiettivo di questa nuova ondata di attacchi, anche se non vi sono stati casi di particolare interesse.
Truffe sul web : 2 milioni al giorno
Ogni anno vanno smarriti circa un miliardo di euro in truffe telematiche, sono questi i dati diffusi dal nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza al convegno “Uso Etico, legale e criminale di Internet”.
Le cifre sono da capogiro ma comunque rappresentano solo lo 0,78% del totale delle transazioni effettuate sul web, a testimonianza dell’enorme mole di traffico generato quotidianamente. Basti pensare che ogni anno si muovono circa 56 miliardi di euro con pagamenti con carte di credito.
0








