safe browsing

Report Secunia 2010. Analizziamo i dati

Secunia.com ha pubblicato il report del 2010 sulle analisi delle vulnerabilità e dei vettori di attacco maggiormente utilizzati.

L’analisi abbraccia un arco temporale che parte  dal 2005 ed  estrapola i dati del 2010 basandosi  sui primi 6 mesi.

Balza subito all’attenzione come , nella prima metà del 2010,  Apple abbia riscontrato un numero maggiore di falla di sicurezza di ogni altro vendor, lasciando al secondo posto  Oracle e al terzo la Microsoft.

Bisogna fare attenzione però ad interpretare i dati, perchè a prima vista , il sistema operativo Mac OS X potrebbe apparire il più insicuro in circolazione. Invece si osserva come le falle di sicurezza riguardino software di terze parti, come QuickTime. Adobe , con Fash e Adobe Reader, e Oracle con Java appaiono come responsabili di molte falle di sicurezza.

Basti pensare che nel report di 5 anni fa, compariva un numero molto alto di falle di sicurezza proprietarie dei software  Microsoft rispetto a quelle di terze parti. Secunia analizzando i dati, ha affermato che le analisi sembrano supportare la teorica che un elevato livello di vendite implica un alto numero di vulnerabilità scoperte.

Osservare  Firefox, Safari e Java occupare i primi posti del podio la dice lunga su come   i prodotti di terze parti siano i principali artefici delle vulnerabilità su Windows . Trovare  Adobe occupare  4 posti in classica, sembra essere una conferma di quello che gli addetti del settore sostengono da tempo: i reader Acrobat sono un vettore di attacco privilegiato e quindi l’interesse nella scoperta di exploit  è più elevato. Se non si può attaccare componenti del sistema, si dirottano le attenzioni sulle applicazioni di terze parti.

Dal canto suo Microsoft con i suoi prodotti proprietari non è certo rimasta indietro nella, poco invidiabile classifica delle vulnerabilità

Passiamo ad osservare i modi attraverso i quali sono stati condotti gli attacchi. Notiamo come, in percentuale, rispetto agli Advisory, siano  più elevati i dati per gli attacchi in remoto e molto meno per quelli in locale e da rete locale. Anche questo potrebbe indurre a pensare che queste due ultime tipologie di attacco siano meno pericolose. Anche se in percentuale minone, gli attacchi interni sono i più pericolosi perchè sferrati proprio da dipendenti o comunque personale interno che , conoscendo bene l’infrastruttura di rete può facilmente massimizzare le conseguenze dell’attacco.  Un attaccante remoto invece devo sfruttare dei punti deboli, ma essenzialmente non ha conoscenza dell’intera infrastruttura della rete su cui sta penetrando.

Da notare la crescita esponenziale de “Exposure of sensitive information” che conferma come l’esposizione dei dati sensibili sia al centro delle preoccupazioni e rappresenti il nuovo problema delle aziende e delle pubbliche amministrazioni.

0

Mozilla sniffer. Furto di password con un Add-on per Firefox

Con un comunicato nel blog, Mozilla ha reso noto come un add-on , pubblicato il 6 Giugno 20010 è stato rimosso perchè pericoloso e nocivo per la sicurezza dei dati degli utenti che lo avevano installato.

Mozilla Sniffer,uno dei migliaia di add-on per Firefox, infatti trasmetteva le username e le password verso un indirizzo IP stabilito ogni volta che una form veniva compilata e inviata on line. L’IP in questione è 74.220.219.77, server localizzato in Amerca.

Questo il codice che indentifica le credenziali di accesso e le inoltra al server indicato precedentemente

Ho effettuato un trace dell’indirizzo del server che viene localizzato in America

Mozilla ha sottolineato che l’add-on Mozilla Sniffer si trovava in uno stato sperimentale tale da non essere  controllato manualmente dal suo staff ( :-? ). Ha inoltre precisato che , come tutti gli altri add-on in fase di testing, al momento del download vengono forniti degli avvisi sui potenziali rischi per la sicurezza, lasciando agli utenti la facoltà di procedere con l’installazione.

A prescindere da questo loro giustificazione appare abbastanza grave che un keylogger sia rimasto sul portale ufficiale degli add-on di Firefox per oltre un mese, un arco di tempo  durante il quale, dai dati forniti da  Mozilla, l’estensione è stata scaricata circa 1800 volte ed utilizzata quotidianamente da 334 utenti.

Mozilla ha già comunicato di ave provveduto  ad inviare delle notifiche a tutti quelli utenti  che avevano  installato l’add-on incriminato, raccomandando loro di eliminarlo   e di cambiare tutte le password utilizzate nel frattempo sul Web.

Mozilla ha inoltre cancellato dal suo portale la versione 3.0.1 di CoolPreviews, che a suo dire contiene una grave vulnerabilità di sicurezza causata dalla possibilità di eseguire codice Javascript da remoto. In ogni caso,  è già disponibile la nuova versione rivista e corretta.

Risulta certamente singolare come l’attenzione rivolta da  Mozilla nella ricerca di trojan, virus o exploit nei suoi prodotti non sia stata applicata in questo caso. Sbagliare è umano e infatti  stanno  lavorando a una nuova procedura per evitare che questo tipo di problema  possa ripresentarsi in futuro..

0

Bug Hunter Wanted! Mozilla alza il premio !

Circa sei anni fa il quartier generale di Firefox presentò  il Security Bug Bounty Program, un progetto decisamente interessante che premia coloro i quali identificano falle di sicurezza nel browser Firefox e nei loro  altri prodotti.  I premi furono da prima fissati in 500 dollari, ma è notizia di pochi giorni quella che riporta un aumento fino a 3000 dollari per tutti quelli esperti in sicurezza informatica che aiuteranno Mozilla a scovare bug nascosti nei loro prodotti.

Lucas Adamski, capo della divisione security engineering di Mozilla spiega con queste parole la loro iniziativa

Molte cose sono cambiate nei sei anni dall’annuncio del nostro programma. Per questo sarebbero necessarie migliori condizioni economiche per chi fa “la cosa giusta”, ovvero per quegli esperti specializzati nella caccia ai bug.

Una precisazione però è stata fatta dallo stesso, che ha sottolineato come Mozilla non riconoscerà nessuna ricompensa nel caso in cui ritenga che il lavoro svolto nella scoperta di falle di sicurezza e/o bug non sia stata condotto nel rispetto degli utenti stessi.

Ottima politica !

0

Internet is for Porn!

E’ una storia vecchia. E ‘ una storia iniziata con l’espansione di Internet. I siti porno sono veicolo principale di virus, malware e altre applicazioni nocive per la sicurezza dei sistemi informatici. L’international Secure System Lab ha condotto una ricerca a riguardo che potete leggere in formato originale  qui e che non fa altro che confermare, con le cifre, l’enorme traffico che i siti a contenuto adulto concentrano e le minaccie che essi rappresentano per gli ignari visitatori.

L’industria del porno on line è la branca più attiva nel panorama del business del web, attraendo un grande numero di utenti.

Secondo le stime di Internet Pornography Statistics il 42,7% degli utenti visualizza pagine con contenuti pornografici. Di questi il 20% effettua l’accesso dal luogo di lavoro. Il 35% di tutti i download effettuati da Internet è per la pornografia.

Tutto questa concentrazione di utenti non può non attirare i famigerati Scammer e Cracker, attratti da un settore che più di altri riscuote successo trasversale presso il pubblico.

Da uno studio condotto è stato verificato che il 3,23% dei domini pornografici gratuiti sono pieni di adware,spyware e virus. Gli altri invece impiegano varie tecniche, come finestre di javascript, per prolungare il più possibile il tempo di visita degli utenti o per reindirizzarli verso siti affiliati, così da gonfiare i dati di traffico.

I ricercatori hanno creato dei siti porno vetrina popolati con contenuti free reperiti in rete, per il solo intento di verificare il numero di utenti e le vulnerabilità presenti nei browser utilizzati. Ebbene dei 49mila visitatori accorsi,20mila erano vulnerabili a più di una minaccia conosciuta. Questo vuol dire che la stragrande maggioranza degli utenti ignora completamente i pericoli a cui va incontro visitando siti pornografici, o si fa scudo con qualche antivirus, credendo di mettersi al sicuro.

Analizziamo lo scenario. Mettiamoci nei panni di un cyber-criminale. Quale occasione migliore si potrebbe trovare per entrare rapidamente  in possesso di 20 mila vittime se non quello di realizzare uno o più siti pornografici ?

Ovviamente, non tutti i siti a contenuto adulto rappresentano delle minacce, ma in queste condizioni è veramente difficile distinguere il bene dal male.

L’unico consiglio d’obbligo è quello di mantenere sempre il software dei propri computer aggiornato e di utilizzare la modalità “Safe Browing” presente in molti browser, come ad esempio Safari e Firefox.

0


Trovi interessante questo blog? Puoi sostenerlo con una donazione.
Iscriviti per ricevere la nostra newsletter